I musei di Volterra
Volterra possiede diversi musei di notevolissimo interesse storico-artistico. Il Palazzo Minucci Solaini costruito nel Quattrocento e attribuito ad Antonio da Sangallo il Vecchio, attualmente ospita la Pinacoteca di Volterra, originariamente ordinata da Corrado Ricci nel 1905 al secondo piano del Palazzo dei Priori con opere di provenienze diverse. Sono anche confluite qui le raccolte del conservatorio di San Lino in San Pietro, quelle degli Spedali Riuniti di Volterra e i nuclei medievali e moderni del Museo Guarnacci, tra cui il ricco medagliere e l'interessantissimo monetiere.
La galleria pittorica possiede un nutrito gruppo di opere, tra cui la splendida Annunciazione di Luca Signorelli. Ma la vera protagonista della Pinacoteca è la pala raffigurante la Deposizione dalla croce del Rosso Fiorentino, capolavoro manierista firmato e datato 1521. Prima di lasciare il Palazzo, una sosta nello splendido ballatoio vi farà ammirare uno splendido paesaggio e gli scavi archeologici del Teatro Romano di Vallebona.
Interessantissimo e realmente unico è il Museo etrusco Guarnacci, uno dei più antichi Musei pubblici d’Europa, nato nel 1761 con la donazione dell'ingente patrimonio archeologico da parte del nobile abate volteranno Mario Guarnacci. La donazione, comprendente anche una biblioteca ricca di oltre 50.000 volumi, è la raccolta più esauriente di reperti etruschi d'Italia, tra cui la celeberrima Ombra della sera, figura maschile nuda, così chiamata per la sua forma esile e snella e un calco di un capolavoro della scultura etrusca, la Testa Lorenzini, raffigurante una divinità e che costituisce la più antica statua di culto in marmo dell’Etruria centrale.
Il percorso cronologico inizia al Piano terreno dove sono esposti monumenti significativi pre e protostorici (sale I e I bis), orientalizzanti e arcaici (sala II) e classici (sala III). Prosegue al secondo piano dove è illustrato il periodo storico della grande fioritura economica e artistica della città, dalla fine del IV al I secolo a.C., attraverso un’esposizione selettiva delle produzioni e delle sepolture del periodo convenzionalmente definito Ellenistico (fine IV-I sec. a.C.). Elemento caratterizzante è l’urna cineraria tipica di Volterra e del suo territorio: in essa venivano riposti i resti del defunto dopo il rito della cremazione, quasi esclusivo a Volterra.
Il Museo di Arte Sacra ha sede in alcuni locali dell'antica Canonica, oggi palazzo vescovile, a lato del campanile quattrocentesco. Costruito nel 1932, l'esposizione presenta opere provenienti dalla Cattedrale e, in piccola parte, da chiese della Diocesi. Da segnalare il busto di San Lino, terracotta smaltata di Andrea della Robbia, il busto di San Ottaviano in argento sbalzato e cesellato di Antonio del Pollaiolo. Splendida la pala di Villamagna, opera del Rosso Fiorentino, che la eseguì nello stesso anno (1521) della più celebre Deposizione. Preziose testimonianze pittoriche ornano anche la Sala del Consiglio e della Giunta: l'affresco staccato dell'Annunciazione con i Santi Giusto, Ottaviano, Cosma e Damiano, datato 1383 e attribuito a Iacopo di Cione detto Orcagna, e le Nozze di Cana, tela del XVI secolo di Donato Mascagni. L'attigua Sala della Giunta, anticamente utilizzata per le udienze e i consigli dei Priori, ospita gli scranni in legno intarsiato opera di artigiani senesi del XV secolo, l'interessante sinopia dell'affresco con l'Annunciazione conservato nella Sala del Consiglio e un affresco monocromo riportato su tela raffigurante San Girolamo.
Recentemente l'abitazione di Giuseppe Viti da Volterra, facoltoso impresario dell’alabastro, offre le dodici sale di Palazzo Viti sontuosamente arredate con mobili, quadri, porcellane, collezioni d’alabastro ed altre suppellettili di notevole pregio, appartenenti all’arte italiana, europea ed orientale dal Quattrocento al Novecento. Provenienza eterogenea per alcune opere raccolte: il tempio di Bali in legno di balsa e giunca cinese in avorio, lo scrittoio giapponese da viaggio in lacca e madreperla e il paralume in porcellana incisa, splendida e rarissima opera delle manifatture reali di Berlino.
Il museo dell'Alabastro di Volterra crea un suggestivo allestimento all'interno della medievale Torre Minucci che racconta la storia della lavorazione dell'alabastro dagli etruschi ai nostri giorni attraverso il reperimento della pietra e le tecniche di lavorazione, le forme decorative e i modelli di riferimento, il mercato dell'alabastro e la sua diffusione, la vita dell'alabastraio e l'attività di bottega. Gli oggetti più significativi sono due cinerari in alabastro di epoca etrusca, una raccolta di pregevoli sculture del Settecento e Ottocento, una selezione di medaglioni in alabastro opera di Albino Funaioli e alcune opere dell'artista volterrano Raffaello Consortini.
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