Musei della Valdera Il territorio dell'Alta Valdera si incontra viaggiando a sud-est di Pisa verso Volterra, inserito in un particolare contesto artistico e naturale: boschi secolari, castagneti e colline tipicamente toscane dove scorre il fiume Era. Se Volterra è sicuramente il punto di riferimento storico e museale di massimo livello, anche tutto il resto del territorio offre piccoli gioielli museali per accontentare veramente tutti i gusti.
Capannoli, Chianni, Lajatico, Palaia, Peccioli, Terricciola, sono le cittadine che formano il tessuto di tradizioni e cultura dell'Alta Valdera: piccoli borghi ancora vivi di testimonianze umane ed artistiche, a cui si aggiungono preziosi innesti museali di nuova concezione.
Ad esempio, il Museo Zoologico di Capannoli è un'idea che apre ad un modo nuovo di vivere il museo, voluta da due giovani e preparati tassidermisti (Gianluca Salvadori e Elena Baldelli): nello spazio museale di Villa Baciocchi sono riusciti a concretizzare perfette ricostruzioni ambientali per un fantastico viaggio didattico e divertente intorno al mondo e ai suoi splendori naturalistici.
Inoltre qui ogni visitatore può scegliere il proprio itinerario e seguirlo: dalle suggestioni salgariane della savana africana alle spiaggie bianche e pacifiche delle Hawaii; dalle praterie sconfinate della Patagonia come nei raconti di Chatwin ai deserti del Continente Nero, dalle foreste intricate del Brasile e del Borneo ai ghiacciai e alle nevi polari dell'Alaska. Il Museo Zoologico esporrà stabilmente ben 130 di questi ambienti naturali contenenti oltre 1400 esemplari di animali, ma esso non vuole essere solo un punto di riferimento per accademici e studiosi di scienze naturali: l'invito è rivolto a scolaresche e giovani che amano la natura, e vogliono imparare, ma divertendosi.
Altrettanto interessante è l'offerta del Museo delle icone di Peccioli ospitato dal Palazzo Pretorio nell'antico borgo del paese: con Segni della santa Russia, il museo non vuole essere infatti unicamente un luogo conservativo ma un punto di confronto per nuovi progetti e nuove iniziative.
La collezione Francesco Bigazzi, donata dal giornalista al Comune di Peccioli, raccoglie sessanta icone dei secoli XIX e XX, un filone iconografico inedito per il pubblico italiano, soprattutto rispetto alle più note opere medievali. Un occasione per tuffarsi in una religiosità mistica come poche altre in Europa! Peccioli è poi protagonista anche di una formula che si avvicina al parco museo: vi sono varie opere di arte contemporanea dislocate su tutto il territorio comunale: non esiste né orario di apertura, né biglietto d´ingresso. Ingresso assolutamente libero per godere la visione delle opere realizzate da Vittorio Corsini, Vittorio Messina, Hidetoshi Nagasawa, in occasione della mostra Specie di Spazi. Inoltre sono in mostra in vari punti del comune anche lavori di Umberto Cavenago, Fortuyn/O´Brien e Alberto Garutti, scaturiti in occasione della mostra Arte a Peccioli, tenutasi per celebrare il V Centenario della morte di Benozzo Gozzoli.
Invece nel pieno rispetto della diversità culturale e rurale, per non dimenticare le proprie radici la proposta museale di Palaia recupera le tradizioni territoriali con oltre 1500 testimonianze della società contadina in Toscana dell´800 e ´900.
Il Museo del Lavoro e della Civiltà Rurale, ubicato a San Gervasio nel comune di Palaia, è inoltre al centro della Grande Festa Popolare del Museo: ogni anno il primo sabato e la prima domenica di settembre, vengono messe in funzione molte macchine agricole conservate nel museo. Inoltre, se capitate in estate, potreste partecipare ad una bella iniziativa: nei week-end si tengono infatti seminari di studio sugli aspetti della vita contadina nella letteratura e nella pittura, vita sociale e quotidiana del colono e canto popolare contadino tra l´800 e il ´900.
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