Tartufo toscano: San Miniato
La Toscana ha molte zone in cui crescono varie specie di tartufo: quello nero che si trova soprattutto nella zona appenninica e quello bianco di San Giovanni d'Asso e delle colline intorno a Volterra.
La zona più importante per la produzione di tartufo è però quella di San Miniato , la capitale del tartufo bianco del centro Italia, la cui qualità è dello stesso livello di quello più famoso della piemontese Alba.
Quasi la metà della produzione toscana di tartufo arriva dalle colline intorno alla cittadina, e dalle frazioni della Val d'Egola ( Corazzano, La Serra e Balconevisi ), nonché dai comuni di Montopoli, Palaia e Volterra .
La stagione del tartufo bianco va da settembre fino ad inizio gennaio e nella paziente ricerca si usano cani addestrati . Nelle colline intorno a San Miniato, i primi tartufi raccolti sono quelli “di marca”, cioè di superficie e poco profumati. Il pregiatissimo tartufo bianco si trova invece fino a mezzo metro di profondità in terreni argillosi, vicino a fossi e a pioppi, salici, tigli, querce e noccioli . Caratteristica principale è l'odore, forte e penetrante, unito ad un sapore unico: usato a scagliette, impreziosisce risotti, tagliatelle e carni.
La fine di ottobre e novembre sono considerati le fasi migliori di raccolta di un prodotto ormai giunto a maturazione, dalle dimensioni di una noce, il cui colore varia dal grigio al giallo ocra .
In questo periodo, nei borghi intorno a San Miniato si organizzano, le sagre dedicate al tartufo bianco: la più importante è però la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco, che si tiene gli ultimi tre fine settimana di novembre a San Miniato.
Nei mesi di gennaio-febbraio inizia la raccolta del marzuolo , di qualità inferiore e di dimensioni ridotte rispetto al tartufo bianco, ma dall'odore altrettanto penetrante, che si trova fino ai primi di aprile. A Cigoli, nei pressi di San Miniato, a fine marzo si svolge anche la prima mostra mercato dell'anno, dedicata a questo tipo di tartufo meno pregiato.
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